Il silenzio dell’ufficio era rotto solo dai tacchi di Laura. Si voltò, sguardo tagliente:
— Ancora qui, capo?
Marco la spinse contro la scrivania, le labbra sulle sue. La camicetta si aprì, le dita tra le cosce:
— Sei già pronta per me.
— Allora prendimi. Qui. Ora.
Mi guarda dall’altro lato dello schermo , ha la telecamera spenta ma lo sento , il suo respiro diventa più insistente, sta godendo, il suo pene si sta indurendo e a me questo gioco fa impazzire!
Credevo fosse solo il mio vicino silenzioso. Ma quella sera, inginocchiata sul suo tappeto, ho scoperto quanto mi può dare piacere... una lingua sulle mie dita dei piedi